Pubblicazioni su Ricerche e Analisi nel Diritto del Lavoro

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IL CALCIO MOLESTO: LE CONDOTTE PERSECUTORIE NEL MONDO PROFESSIONISTICO, di Harald Ege e Domenico Tambasco
(Da Rivista di Diritto Sportivo – Coni) Partendo dalla definizione di un metodo generale di classificazione e valutazione dei comportamenti lavorativi ostili, gli autori prendono in considerazione i comportamenti persecutori nell’ambito specifico e peculiare del calcio professionistico.
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Cassazione n. 3103/2026: responsabilità del dirigente per mobbing e ricadute pratiche nel contenzioso del lavoro
La sentenza della Corte di Cassazione 12 febbraio 2026, n. 3103 affronta un tema di particolare rilievo nel diritto del lavoro attuale: la configurabilità di una responsabilità autonoma del dirigente o del collega autore delle condotte vessatorie, anche in assenza di responsabilità datoriale ex art. 2087 c.c.
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50mila euro di risarcimento per molestie discriminatorie: la sentenza del Tribunale di Treviso che segna un punto di svolta
La sentenza del Tribunale di Treviso segna un punto di svolta: riconosciuti 50mila euro per molestie discriminatorie e chiariti i limiti al licenziamento in maternità. Centrale il danno morale e la tutela della dignità della lavoratrice, anche senza mobbing sistematico.
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Stress lavorativo e licenziamento disciplinare: cosa ha deciso la Cassazione
La Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, con ordinanza 13 febbraio 2026 n. 3261, è intervenuta su un tema di crescente rilevanza nel diritto del lavoro contemporaneo: il rapporto tra contesto lavorativo stressogeno e valutazione della condotta disciplinare del lavoratore.
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Molestie sul lavoro, consenso e sottomissione: quando gli atti e gli accordi sono nulli
Quando il consenso della vittima non è davvero libero? La risposta arriva dall’interpretazione evolutiva dell’art. 26, comma 3, del Codice delle pari opportunità, che introduce nel diritto del lavoro la categoria giuridica della sottomissione.
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Molestie sul lavoro: il rifiuto alle avances del superiore rende nullo il licenziamento
Tribunale di Trento, sez. lav., 5 febbraio 2026, n. 15 Le avances personali di un superiore gerarchico possono integrare molestia di genere anche quando siano motivate da un coinvolgimento sentimentale non ricambiato?E il licenziamento disciplinare adottato dopo il rifiuto della lavoratrice può essere qualificato come ritorsione discriminatoria? A tali quesiti risponde la sentenza del Tribunale
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Licenziamento per giustificato motivo oggettivo e intelligenza artificiale: la prima legittimazione giudiziale della sostituzione tecnologica
La decisione del Tribunale di Roma (19 novembre 2025, n. 9135) che ha ritenuto legittimo il licenziamento di una dipendente per giustificato motivo oggettivo, nell’ambito di una riorganizzazione aziendale realizzata anche mediante strumenti di intelligenza artificiale, non rappresenta soltanto una pronuncia tecnicamente corretta. Essa costituisce, piuttosto, il primo riconoscimento esplicito – in sede giudiziale –
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La sottomissione nelle molestie di genere e sessuali: quando il consenso non basta
La Parte II dell’approfondimento su sottomissione, molestie di genere e molestie sessuali sul lavoro -pubblicato su Diritto e Giustizia- esamina in chiave sistematica l’art. 26 del Codice delle pari opportunità, chiarendo come la condizione di soggezione relazionale possa rendere solo apparente il consenso e determinare la nullità di atti, patti e accordi nei rapporti di
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Email aziendale e privacy dopo il licenziamento: maxi sanzione del Garante
Il Garante Privacy infligge una sanzione di 40.000 euro per violazione della segretezza della email aziendale dopo la cessazione del rapporto di lavoro in un caso seguito dall’Avv. Domenico Tambasco La gestione degli account di posta elettronica aziendale dopo la cessazione del rapporto di lavoro rappresenta uno dei profili più delicati nel rapporto tra poteri
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Molestie di genere e sessuali nel lavoro: consenso viziato, sottomissione e nullità degli atti
E’ online su Diritto e Giustizia (link in calce) la prima parte del contributo “La sottomissione nelle molestie di genere e sessuali: quando il consenso non basta”, che affronta in chiave sistematica il tema delle molestie di genere e sessuali nei luoghi di lavoro, ponendo al centro la categoria giuridica della sottomissione prevista dall’art. 26, comma
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Quando il consenso non basta: la sottomissione nelle molestie sul lavoro
Una parte decisiva delle molestie di genere e sessuali si consuma nella “zona grigia” in cui il consenso è solo apparente: non espressione di libertà, ma effetto di un rapporto di potere. Questo contributo approfondisce la sottomissione come categoria giuridica relazionale e come chiave di lettura dei casi in cui la vittima, pur sembrando “acconsentire”,
