Pubblicazioni su Ricerche e Analisi nel Diritto del Lavoro

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IL CALCIO MOLESTO: LE CONDOTTE PERSECUTORIE NEL MONDO PROFESSIONISTICO, di Harald Ege e Domenico Tambasco
(Da Rivista di Diritto Sportivo – Coni) Partendo dalla definizione di un metodo generale di classificazione e valutazione dei comportamenti lavorativi ostili, gli autori prendono in considerazione i comportamenti persecutori nell’ambito specifico e peculiare del calcio professionistico.
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Molestie di genere e sessuali nel lavoro: consenso viziato, sottomissione e nullità degli atti
E’ online su Diritto e Giustizia (link in calce) la prima parte del contributo “La sottomissione nelle molestie di genere e sessuali: quando il consenso non basta”, che affronta in chiave sistematica il tema delle molestie di genere e sessuali nei luoghi di lavoro, ponendo al centro la categoria giuridica della sottomissione prevista dall’art. 26, comma
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Quando il consenso non basta: la sottomissione nelle molestie sul lavoro
Una parte decisiva delle molestie di genere e sessuali si consuma nella “zona grigia” in cui il consenso è solo apparente: non espressione di libertà, ma effetto di un rapporto di potere. Questo contributo approfondisce la sottomissione come categoria giuridica relazionale e come chiave di lettura dei casi in cui la vittima, pur sembrando “acconsentire”,
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Stress lavorativo, mobbing e risarcimento: la Cassazione detta le nuove regole
Le ordinanze della Corte di cassazione nn. 31367, 31371 e 31372 del 1° dicembre 2025, segnano un passaggio decisivo nell’evoluzione della responsabilità datoriale per stress lavorativo ai sensi dell’art. 2087 c.c. La Corte supera definitivamente una lettura incentrata sulle categorie tradizionali di mobbing e straining come presupposti necessari della tutela, spostando il baricentro dell’indagine sull’oggettiva
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Licenziamento per IA e giustificato motivo oggettivo: il Tribunale di Roma apre all’era della disoccupazione tecnologica
Con la sentenza Tribunale di Roma, 19 novembre 2025, n. 9135, il giudice del lavoro ha ritenuto legittimo il licenziamento per giustificato motivo oggettivo fondato su una riorganizzazione aziendale realizzata anche mediante strumenti di intelligenza artificiale, valorizzando i principi di libertà di iniziativa economica, insindacabilità delle scelte organizzative, nesso causale e corretto assolvimento dell’obbligo di
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Cassazione lavoro 20593/2025: demansionamento e risarcimento del danno – stop alla moderazione risarcitoria
Con ordinanza n. 20593 dell’11 dicembre 2025, la Corte di Cassazione afferma che il demansionamento produce danni plurimi e autonomi — patrimoniali alla professionalità e non patrimoniali (biologico, morale, esistenziale) — escludendo la legittimità di una liquidazione unitaria e indistinta del danno morale e del danno professionale. Un principio di forte impatto sistematico, che rafforza
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Whistleblower vittima di ritorsioni: sentenza storica ma risarcimento lontano dagli standard UE
Commento alla sentenza n. 951/2025 del Tribunale di Bergamo, pubblicato su Il Fatto Quotidiano: riconosciuto il danno morale presunto alla whistleblower vittima di ritorsioni, tra ambiente stressogeno (art. 2087 c.c.), inversione dell’onere della prova e criticità sul risarcimento rispetto agli standard europei.
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Whistleblowing e risarcimento del danno morale: la prima sentenza italiana che riconosce la tutela del segnalante
Una pronuncia storica del Tribunale di Bergamo (sent. n. 951 del 6 novembre2025) ha riconosciuto per la prima volta in Italia il diritto al risarcimento del danno morale presunto a una whistleblower vittima di ritorsioni. Il giudice ha accertato la nullità delle misure punitive adottate dopo le segnalazioni di illeciti e ha applicato due principi
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Molestie e rapporti di potere: la nullità di atti, patti o provvedimenti in contesti di sottomissione
Quando il consenso della vittima può dirsi realmente libero?Un recente contributo pubblicato su Il Sole 24 ore- Guida al lavoro, chiarisce come la giurisprudenza più recente abbia evidenziato che, nel contesto lavorativo, la mera assenza di opposizione non equivale a consenso, specie quando la vittima si trova in una condizione di sottomissione o di dipendenza
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Molestie sessuali sul lavoro e risarcimenti al ribasso
Le più recenti pronunce in materia di molestie lavorative – tra cui la Corte d’Appello di Palermo n. 822/2025 e i Tribunali di Grosseto (n. 211/2024) e Massa (n. 215/2025) – evidenziano una persistente tendenza a liquidazioni del danno morale e non patrimoniale di importo modesto, spesso parametrate alla retribuzione della vittima.Un orientamento che rischia
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Stress da lavoro e straordinari: quando la legge tutela la dignità
Le recenti pronunce dei Tribunali di Napoli e Milano riconoscono che turni eccessivi, mancanza di riposi e violazioni dei limiti di orario possono generare un vero e proprio danno da usura psico-fisica, anche in assenza di certificazioni mediche.Le decisioni valorizzano il principio – sancito dall’art. 2087 c.c. e dall’art. 31 della Carta dei diritti fondamentali
