Pubblicazioni su Ricerche e Analisi nel Diritto del Lavoro

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IL CALCIO MOLESTO: LE CONDOTTE PERSECUTORIE NEL MONDO PROFESSIONISTICO, di Harald Ege e Domenico Tambasco
(Da Rivista di Diritto Sportivo – Coni) Partendo dalla definizione di un metodo generale di classificazione e valutazione dei comportamenti lavorativi ostili, gli autori prendono in considerazione i comportamenti persecutori nell’ambito specifico e peculiare del calcio professionistico.
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Fuori rosa: mobbing, straining e safeguarding nel calcio professionistico
Quando la messa fuori rosa diventa una condotta vessatoria: diritti del calciatore, limiti al potere organizzativo dei club, tutela FIGC, safeguarding, whistleblowing e strumenti giuridici per reagire a esclusioni, pressioni e pratiche discriminatorie nel calcio professionistico.
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Molestie sessuali sul lavoro: la parola della vittima può bastare. Il commento alla sentenza della Cassazione penale n. 31769/2026
La Cassazione penale, con la sentenza n. 31769/2026, conferma che la dichiarazione della vittima può essere sufficiente a fondare una condanna per violenza sessuale sul lavoro, anche in assenza di testimoni oculari o riprese.
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Molestie ambientali: quando il “clima goliardico” diventa fonte di responsabilità del datore di lavoro
Clima goliardico e linguaggio sessualmente connotato possono integrare molestia ambientale: la Corte d’Appello di Bologna evidenzia i profili di responsabilità datoriale e gli obblighi organizzativi di prevenzione.
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Whistleblowing: dalla tutela sulla carta alla tutela effettiva. I segnali di una svolta nella giurisprudenza italiana
Le recenti decisioni dei tribunali italiani rafforzano la tutela dei whistleblower, riconoscendo maggiore protezione contro le ritorsioni, il risarcimento del danno morale e la salvaguardia del segnalante anche quando l’illecito non viene accertato, purché la segnalazione sia stata effettuata in buona fede e su basi ragionevoli.
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Ambiente di lavoro nocivo e stressogeno: la Cassazione consolida la centralità della colpa organizzativa datoriale
La Cassazione n. 20005/2026 conferma la responsabilità datoriale per ambienti di lavoro nocivi e stressogeni, valorizzando la colpa organizzativa e superando la necessità di provare il mobbing tradizionale.
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Whistleblowing e denuncia all’Autorità giudiziaria: il Tribunale di Catania rafforza la tutela del dipendente-segnalante
Una importante sentenza del Tribunale di Catania afferma che il lavoratore può denunciare direttamente all’Autorità giudiziaria senza passare dai canali interni e mantiene la tutela del whistleblowing anche in caso di archiviazione del procedimento.
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Superlavoro dei dirigenti e dei quadri direttivi: la Cassazione fissa il “limite di ragionevolezza” a tutela della salute.
La Cassazione, con la sentenza n. 16305 del 26 maggio 2026, ha stabilito che anche dirigenti e quadri direttivi godono della tutela contro carichi di lavoro eccessivi. La Corte ha ribadito l’esistenza di un invalicabile “limite di ragionevolezza” nell’organizzazione della prestazione lavorativa, oltre il quale il lavoro diventa fonte di usura psico-fisica e responsabilità datoriale.
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Demansionamento parziale: illegittimo anche se riguarda solo il 10% dell’orario di lavoro
La Cassazione conferma che anche mansioni inferiori svolte solo in parte, se continuative e protratte nel tempo, possono integrare demansionamento illegittimo e dare diritto al risarcimento.
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Corte di Cassazione, Sez. I Civile, ord. 26/1/2026, n. 1772 – Spese per babysitter, mantenimento dei figli e parità di genere
L’ordinanza Cass. 1772/2026 chiarisce che le spese per la babysitter, pur non essendo imprevedibili, integrano l’assegno di mantenimento e vanno rimborsate pro quota. La Corte ribadisce la “bigenitorialità asimmetrica” e valorizza una ripartizione degli oneri di cura che tutela il minore e sostiene la parità di genere.
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Il “test della sottomissione”: quando il consenso non basta nelle molestie sul lavoro
Il contributo introduce il “test della sottomissione”, uno strumento per valutare quando il consenso nelle molestie sul lavoro non sia realmente libero. Attraverso l’analisi del contesto, degli indici di soggezione e dell’assenza di alternative, emerge una lettura sostanziale del consenso che rafforza la tutela delle vittime.
