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Whistleblowing e ritorsioni: il doppio binario della tutela funziona
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Fuori rosa: mobbing, straining e safeguarding nel calcio professionistico
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Molestie sessuali sul lavoro: la parola della vittima può bastare. Il commento alla sentenza della Cassazione penale n. 31769/2026
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Molestie ambientali: quando il “clima goliardico” diventa fonte di responsabilità del datore di lavoro
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Whistleblowing: dalla tutela sulla carta alla tutela effettiva. I segnali di una svolta nella giurisprudenza italiana
Le recenti decisioni dei tribunali italiani rafforzano la tutela dei whistleblower, riconoscendo maggiore protezione contro le ritorsioni, il risarcimento del danno morale e la salvaguardia del segnalante anche quando l’illecito non viene accertato, purché la segnalazione sia stata effettuata in buona fede e su basi ragionevoli.
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Ambiente di lavoro nocivo e stressogeno: la Cassazione consolida la centralità della colpa organizzativa datoriale
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Whistleblowing e denuncia all’Autorità giudiziaria: il Tribunale di Catania rafforza la tutela del dipendente-segnalante
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Superlavoro dei dirigenti e dei quadri direttivi: la Cassazione fissa il “limite di ragionevolezza” a tutela della salute.
La Cassazione, con la sentenza n. 16305 del 26 maggio 2026, ha stabilito che anche dirigenti e quadri direttivi godono della tutela contro carichi di lavoro eccessivi. La Corte ha ribadito l’esistenza di un invalicabile “limite di ragionevolezza” nell’organizzazione della prestazione lavorativa, oltre il quale il lavoro diventa fonte di usura psico-fisica e responsabilità datoriale.
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Demansionamento parziale: illegittimo anche se riguarda solo il 10% dell’orario di lavoro
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Corte di Cassazione, Sez. I Civile, ord. 26/1/2026, n. 1772 – Spese per babysitter, mantenimento dei figli e parità di genere
L’ordinanza Cass. 1772/2026 chiarisce che le spese per la babysitter, pur non essendo imprevedibili, integrano l’assegno di mantenimento e vanno rimborsate pro quota. La Corte ribadisce la “bigenitorialità asimmetrica” e valorizza una ripartizione degli oneri di cura che tutela il minore e sostiene la parità di genere.
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Il “test della sottomissione”: quando il consenso non basta nelle molestie sul lavoro
Il contributo introduce il “test della sottomissione”, uno strumento per valutare quando il consenso nelle molestie sul lavoro non sia realmente libero. Attraverso l’analisi del contesto, degli indici di soggezione e dell’assenza di alternative, emerge una lettura sostanziale del consenso che rafforza la tutela delle vittime.
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Whistleblowing e ritorsioni: quando una misura è ritorsiva?
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Cassazione n. 3103/2026: responsabilità del dirigente per mobbing e ricadute pratiche nel contenzioso del lavoro
La sentenza della Corte di Cassazione 12 febbraio 2026, n. 3103 affronta un tema di particolare rilievo nel diritto del lavoro attuale: la configurabilità di una responsabilità autonoma del dirigente o del collega autore delle condotte vessatorie, anche in assenza di responsabilità datoriale ex art. 2087 c.c.
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50mila euro di risarcimento per molestie discriminatorie: la sentenza del Tribunale di Treviso che segna un punto di svolta
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Stress lavorativo e licenziamento disciplinare: cosa ha deciso la Cassazione
