E’ online su Diritto e Giustizia (link in calce) la prima parte del contributo “La sottomissione nelle molestie di genere e sessuali: quando il consenso non basta”, che affronta in chiave sistematica il tema delle molestie di genere e sessuali nei luoghi di lavoro, ponendo al centro la categoria giuridica della sottomissione prevista dall’art. 26, comma 3, del Codice delle pari opportunità.
Muovendo dal quadro normativo nazionale ed europeo, l’analisi problematizza il consenso nei contesti caratterizzati da asimmetrie di potere, evidenziandone la possibile natura viziata e non autentica. In tale prospettiva, l’indagine propone un mutamento dell’asse interpretativo, valorizzando il criterio dell’indesideratezza delle condotte e del desiderio giuridicamente rilevante quali parametri decisivi per la qualificazione delle molestie.
La sottomissione emerge così come indice rivelatore del dominio e come fondamento di rilevanti conseguenze giuridiche, in particolare sul piano della nullità degli atti, dei patti e dei provvedimenti adottati in condizioni di compressione della libertà personale e professionale.
Il contributo inaugura un percorso di approfondimento in tre puntate dedicato alle ricadute sistemiche e applicative della sottomissione nel diritto antidiscriminatorio del lavoro, con implicazioni in materia di tutela della dignità, responsabilità datoriale e prevenzione dei rischi organizzativi.
