Whistleblower mai più soli


Chi scopre un illecito nel proprio contesto lavorativo si trova spesso davanti a un bivio solitario: segnalare, esponendosi al rischio di ritorsioni, oppure tacere. Il d.lgs. 10 marzo 2023, n. 24 ha rafforzato le tutele per chi segnala, ma la protezione giuridica, da sola, non basta: la fase più delicata è quella che precede la segnalazione, quando la persona deve capire se, come e a chi rivolgersi.

È proprio in questo spazio che si colloca la Casa dei Whistleblower, presentata a Roma lo scorso 23 giugno, in occasione del World Whistleblower Day, alla presenza di ANAC. Il progetto è promosso da Transparency International Italia, nell’ambito del programma SAFE for Whistleblowers II finanziato dall’Unione Europea, insieme a una coalizione di enti del Terzo Settore: Libera, Migliorattivamente, Generazione 231, Associazione Italiana Privacy, Italia Civile, Amici di Mimmo e GlobaLeaks.

Si tratta di un servizio gratuito e riservato di ascolto, orientamento e accompagnamento specialistico, rivolto a chi sta valutando di segnalare. Ogni richiesta, inoltrata attraverso canali criptati o con un colloquio preliminare anche anonimo, viene esaminata da un’équipe multidisciplinare – con competenze legali, etiche e tecnologiche – che analizza il caso concreto, illustra le opzioni disponibili, individua il canale di segnalazione più adeguato (interno, esterno ad ANAC, divulgazione pubblica) e accompagna la persona anche dopo la segnalazione, vigilando sul rischio di ritorsioni.

Il valore dell’iniziativa sta nel suo tempismo: interviene prima che il segnalante si esponga, quando è ancora possibile compiere una scelta consapevole e informata, costruire una segnalazione efficace e attivare correttamente le tutele di legge. Lo Studio legale Tambasco, da anni impegnato nella difesa dei segnalanti, saluta con favore un’iniziativa che risponde a un bisogno concreto: fare in modo che chi sceglie di parlare nell’interesse pubblico non debba farlo da solo.

Per saperne di più: casadeiwhistleblower.it