Martedì 27 ottobre 2026, dalle 17:30 alle 20:00, presso il Negozio Civico – Ass.ne ChiamaMilano (via Laghetto 2, Milano), l’Associazione Donne Giuriste Italia – Sezione di Milano promuove il convegno “Workaholism, burnout e genere”, introdotto e coordinato dall’Avv. Paola Cerullo, Presidente di ADGI Milano.
Il tema
Lo stress da lavoro non è più una questione di sensibilità individuale. È un rischio che la legge impone di valutare, prevenire e sorvegliare, e che la giurisprudenza – civile e, da ultimo, penale – ha imparato a leggere in chiave organizzativa: non conta solo ciò che un capo fa a un dipendente, ma come è costruito il lavoro, quanto dura, quanto spazio lascia al recupero, quali strumenti l’organizzazione si è data per accorgersi del disagio prima che diventi malattia.
Il convegno affronta il tema da quattro angolature complementari: la psicobiologia dello stress e del burnout, il quadro normativo e gli obblighi di prevenzione, il rapporto con violenza e molestie nei luoghi di lavoro, la prevenzione in chiave di benessere organizzativo, per chiudere con gli orientamenti della giurisprudenza sulla responsabilità del datore di lavoro.
Il programma
- Enrico Sorrentino (medico, psicoterapeuta) – Workaholism, stress cronico e burnout: la psicobiologia dello stress, medicina preventiva e predittiva nelle organizzazioni e nella popolazione generale
- Giuseppe Ludovico (Prof. Ass.to di Diritto del Lavoro, Università degli Studi di Milano) – Stress lavoro-correlato: il quadro normativo e gli obblighi di prevenzione
- Francesca Marinelli (Prof.ssa Ass.ta di Diritto del Lavoro, Università degli Studi di Milano) – Stress lavoro-correlato, violenza e molestie nei luoghi di lavoro
- Silvia Gilardi (Prof.ssa Ass.ta di Psicologia del Lavoro e delle Organizzazioni, Università degli Studi di Milano) – Benessere organizzativo e prevenzione del burnout
- Domenico Tambasco (avvocato giuslavorista) – Stress lavoro-correlato e responsabilità del datore di lavoro: gli orientamenti della giurisprudenza
Seguirà il dibattito con il pubblico.
Due sentenze recenti al centro del confronto
Tribunale di Milano, sez. lavoro, 30 settembre 2026, n. 4493. Un reparto di Cardiologia di un grande ospedale pubblico: trentasei posti letto, cinque infermieri al mattino e quattro nei turni pomeridiani e notturni, riposi soppressi, fino a cinque notti consecutive, turni modificati il giorno prima, adibizione sistematica a compiti propri degli operatori socio-sanitari. Nessuna condotta persecutoria: solo un’organizzazione inadeguata, nota alla direzione e mai corretta. Il Tribunale accerta la responsabilità dell’ente per colpa organizzativa, lo condanna al risarcimento del danno da usura psico-fisica – liquidato con un criterio progressivo nel tempo – e gli ordina di adeguare l’organico e garantire i riposi. “Il costo delle carenze organizzative è stato così trasferito sui lavoratori”.
Tribunale di Torino, G.U.P., 20 luglio 2026, n. 1363. Un autista di mezzi pesanti di cinquantanove anni, addetto a un polo logistico piemontese: giornate di dieci-quindici ore, limiti di guida elusi con carte tachigrafiche altrui, turni comunicati la sera prima, insulti e aggressioni fisiche da parte del coordinatore. Nel marzo 2023 il lavoratore si toglie la vita. Il giudice condanna il preposto di fatto per atti persecutori e morte come conseguenza di altro delitto, il presidente del consiglio di amministrazione per omicidio colposo aggravato dalla violazione delle norme prevenzionistiche e la società ai sensi dell’art. 25-septies d.lgs. 231/2001. Il documento di valutazione dei rischi attribuiva “punteggio 0” ai rischi da relazioni interpersonali, il preposto non era stato formato, la sorveglianza sanitaria ignorava il rischio stress. Le omissioni, afferma la sentenza, non vanno considerate isolatamente ma come componenti di un’unica carenza organizzativa; e chi non si è dotato degli strumenti per sapere non può invocare a propria scusa di non aver saputo.
Sanità e logistica, giudice del lavoro e giudice penale: il messaggio è lo stesso. Le carenze organizzative e il risparmio dei costi non possono essere scaricati sulla salute di chi lavora.
Informazioni utili
L’evento è aperto al pubblico. L’Ordine degli Avvocati di Milano ha riconosciuto 2 crediti formativi; per la loro attribuzione è necessaria l’iscrizione al seguente link: https://forms.gle/n5psAyPB5LP4SsgU7
